Italia Oggi
- 04 Dicembre 2002
IN CAMPANIA
Tutelare la mozzarella di bufala
DI EDUARDO CAGNAZZI
Tutelare la mozzarella di bufala lavorata artigianalmente e la sua area di
produzione Dop, messe in pericolo dai tentativi di riforma del disciplinare
sostenuti dalle multinazionali del settore agroalimentare. Salvaguardare il
rapporto tra la produzione e il territorio. E promuovere tutti i segmenti
della filiera bufalina, dal latte alla carne e al pellame.
Parte dalla Piana del Sele, zona che si estende da Battipaglia fino a Paestum,
il piano di rilancio dei settore e di difesa della tipicità dei prodotti
bufalini; un iniziativa messa a punto dall'associazione Galasia via Lattea,
creata con l'obiettivo di promuovere il prodotto e salvaguardare le sue
caratteristiche, di cui è presidente l'imprenditore Nicola Pietrafesa.
Da qualche anno, infatti, questo alimento tipico è a rischio, per i tentativi
di alcuni grandi gruppi industriali di lavorare il prodotto anche con il
latte pastorizzato. Una soluzione che, secondo Pietrafesa, "renderebbe la
mozzarella uguale a quella realizzata dai grossi marchi nazionali".
L'area Dop del comparto bufalino italiano è oggi rappresentata dalla provincia
di Caserta (56,44% della produzione italiana), Salerno (23,33%), Latina e
Frosinone con il restante 0,23%.
Secondo Databank il prodotto immesso sul mercato ammonta a 293 mila quintali,
per un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro, che pone la mozzarella
di bufala campana tra i formaggi Dop più consumati. Ma in realtà il volume
d'affari è ancora più ampio, in quanto il dato non tiene conto del prodotto
commercializzato dalle stesse aziende casearie, senza passare dalla grande
distribuzione.
Galaxiavialattea.it